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    La settimana di passione della scuola.



    Le lezioni avranno inizio lunedì prossimo ma i problemi da risolvere sono tanti. In Umbria sono 3.370 i precari che si trovano appesi a un filo.

    PERUGIA06.09.2010
    Alta tensione I precari umbri hanno dato vita a un sit in di protesta davanti all’Ufficio scolastico regionale

    Inizia la “settimana calda”, di vera passione, della scuola. Lunedì prossimo iniziano le lezioni per decine di migliaia di studenti di vari ordini e gradi e tutto si muove intorno ad una montagna di problemi. Nulla di nuovo sotto il sole? Tutti gli anni è così? In parte è così, ma le problematiche di questi giorni appaiono molto più pesanti, molto più gravi. Intanto il problema dei precari. Secondo fonti sindacali (la Uil) in Umbria ci sarebbero qualcosa come 3.370 precari (su un totale in Italia di 232.048 in tutta Italia) appesi a... un filo, a una speranza. La situazione è tale che molti di loro rischiano di restare senza lavoro e dunque senza stipendio. E i professori senza incarico minacciano iniziative e mobilitazioni fino ad arrivare allo sciopero nazionale. Il ministro dell’Istruzione Maria Stella Gelmini ha annunciato che convocherà i sindacati. Quando? “Presto - ha spiegato - Lo faremo non appena il quadro delle nomine sarà sufficientemente delineato, per analizzare la situazione verificare la funzionalità degli strumenti messi in campo per fronteggiarla”. Il problema dei costi dei libri e del materiale didattico e non è un rovello per le famiglie. Le fonti non sono univoche ma gli aumenti ci sono e anche se la lievitazione dei costi non sarebbe particolarmente alta (intorno al 3-5%) in un quadro di crisi generalizzato le famiglie sono, giustamente, preoccupate. Non è un caso che sta aumentando il mercato dei libri usati. Altri aspetti particolari che caratterizzano la situazione umbra riguardano Terni. La città dell’Acciaio soffre di superaffollamento. Un problema che riguarda nello specifico i licei classici. Terni risulta, statisticamente, la terza città capoluogo di provincia in Italia con il problema di sovraffollamento di questo genere di istituti. E questo sarà uno dei temi sollevati dai sindacati. La Cisl per esempio da qualche giorno parla di “troppe situazioni di insostenibilità didattica che i tagli in organico hanno determinato e determineranno ancora”. Con il rischio di avere ancora più classi sovraffollate e orari “spezzatino”, come li definiscono, per molti docenti. Per quanto riguarda Perugia, sul tavolo, nella settimana che precede l’inizio delle lezioni, c’è la questione dei trasporti scolastici da sincronizzare con gli orari di ingresso e uscita previsti dai vari dirigenti degli istituti superiori cittadini. In questi giorni i presidi si terranno in strettissimo contatto con i vertici dell’Azienda perugina della mobilità dopo i notevoli passi in avanti che la trattativa ha fatto giovedì pomeriggio. La previsione di ore da 60 minuti, con tutto ciò che ne consegue sul piano dell’organizzazione didattica, potrebbe determinare per forza di cose uno slittamento dell’orario di uscita. Non a caso la richiesta dei presidi, già nei giorni scorsi, era stata quella di spostare le corse dell’uscita di scuola dalle 13,20 alle 13,30 e dalle 13,30 alle 14. Nella riunione di giovedì presso l’Ufficio scolastico regionale, a prescindere da quelle che saranno le soluzioni, mondo della scuola e Apm si sono fatti carico l’uno delle esigenze dell’altro per cercare di continuare a fornire un servizio puntuale. Nei prossimi giorni, dalle scuole verrà inviato ai dirigenti Apm un ulteriore dato sui flussi d’uscita degli studenti, così da mettere in condizione l’azienda trasportistica di definire al meglio il piano dei trasporti per l’imminente inizio dell’anno scolastico
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