Vittoria delle idee Catiuscia Marini e Renata Polverini protagoniste a Terni MalagoliRenata Polverini, governatrice del Lazio, ha accolto la sfida e la proposta lanciata dalla presidente della Regione Umbria Catiuscia Marini d’integrare e armonizzare sempre più le politiche e le strategie delle due regioni confinanti, pur di diverso colore, con Terni a fare da cerniera fra i due territori dell’Italia centrale. L’intesa strategica di massima tra le due “lady di ferro” si è avuta sabato sera nel corso di un dibattito alla festa democratica di Terni moderato dal giornalista ed ex sindaco di Terni Paolo Raffaelli. Una bella serata fatta di politica vera, quella sui contenuti, con ammiccamenti e sorrisi tra le due governatrici. Con applausi scroscianti distribuiti equamente dal folto pubblico del Pd - presenti molti vip tra cui il sindaco Di Girolamo, il presidente della Provincia Polli, l’assessore Gianluca Rossi, il presidente degli industriali Bernardini - alle due presidenti. Un dialogo che, ha rivelato la Polverini, va avanti da tempo: “C’eravamo conosciute con Catiuscia a Todi poi in conferenza dei presidenti delle Regioni e ci siamo interrogate da subito su cosa fare insieme per creare benessere, occupazione, agricoltura ecosostenibile, turismo. Abbiamo territori confinanti straordinari ricchissimi di beni culturali. Infrastrutture, non solo strade e ferrovie, ma anche il porto di Civitavecchia”. Soddisfatta del disco verde Catiuscia Marini ha rilanciato: “E’ l’avvio di un percorso, fino ad oggi (sabato sera - ndr.) c’eravamo confrontate in modo informale. Bisogna definire un’agenda di priorità che non si fermi ai confini regionali. Una vera agenda istituzionale che coinvolga le due giunte regionali”. Al primo posto il porto di Civitavecchia. “E’ strategico - ha detto la Marini - è il grande porto del Centro Italia che si apre al Mediterraneo. Lì c’è un pezzo della dotazione infrastrutturale di Lazio e Umbria e collegato a questo c’è il completamento della Orte-Civitavecchia. Il porto è lo scalo naturale del polo industriale di Terni e nel contempo il principale scalo turistico. Dobbiamo saper utilizzare quel porto bene, far defluire i turisti che saranno sempre più numerosi non solo a Roma e nel Lazio ma anche in Umbria”. Attraverso il completamento della trasversale Civitavecchia-Orte, che ad oggi si ferma a Vetralla. Uno degli strumenti principe per completare e migliorare le infrastrutture e per aiutare le imprese sul profilo dell’innovazione e della competitività sono i fondi strutturali, “soprattutto adesso - chiarisce la Marini - che il trattato di Lisbona consegna alle Regioni il potere di definire le priorità”. “E’ possibile - si domanda la Marini - una politica della ricerca e dell'innovazione, della competitività territoriale che sia limitata ai confini regionali? Terni e Orvieto sono naturalmente integrate col Lazio”. Polverini accoglie in pieno la proposta della Marini di una programmazione, di progetti integrati fra le due Regioni per intercettare il massimo di risorse europee. Renata, così viene chiamata dalla Marini e da Raffaelli, non si limita a dire sì alla programmazione integrata Umbria - Lazio, ma va oltre: “Ci dobbiamo svegliare - esorta la governatrice del Lazio - nella parte più alta del paese c’è chi sta già stipulando alleanze basate sui territori. Sono necessarie alleanze vaste per andare in competizione con pezzi d’Europa e con altre parti d'Italia. Dobbiamo andare oltre le appartenenze politiche e riscoprire la nostra identità territoriale. E in questo dobbiamo aggregare altre regioni, la Toscana, l'Emilia che per ora punta a sinergie con il Nord”. Gioco forza per il conduttore Raffaelli introdurre il tema del federalismo. “Non può essere un regolamento di conti tra Nord e Sud - chiarisce subito Catiuscia Marini - tra un Nord sviluppato, avanti nello sviluppo e nella ricerca e un Sud che è distante anni luce. Dobbiamo porre con forza le ragioni dell’Italia centrale”. E di rinforzo la Polverini, anche partendo “"dal bel clima che si respira questa sera”, “le Regioni del centro una volta consolidate devono tenere insieme il paese”. E ancora la Marini: “Le Regioni debbono essere capaci di un’elaborazione comune, anche per tenere alto lo sviluppo che servirà ad assicurare una base fiscale, senza cui non si va avanti”. Intesa strategica, programmazione comune anche sul fronte più spinoso: quello della sanità che vede contrapposte l’Umbria con i conti in ordine e la Regione Lazio che da sola, sforamento dopo sforamento del patto di stabilità, costituisce il 60 per cento del debito sanitario italiano. Già da anni pazienti di Rieti e Viterbo scelgono di curarsi all’ospedale di Terni; così come l’ospedale di Orvieto è un presidio al servizio dei viterbesi, con il quaranta per cento delle donne dell’Alto Lazio che già oggi vanno lì a partorire. Polverini anticipa che la riorganizzazione necessaria degli ospedali laziali può interessare anche l'Umbria. “La mobilità tra regioni confinanti - dice la governatrice del Lazio - può diventare una risorsa. Gli ospedali di Roma hanno problemi d’ingresso, di sovraffollamento. Ai confini può essere utile, per certe specialità, mandare pazienti in Umbria piuttosto che ingolfare Roma”. Poi l'annuncio: “Faremo un protocollo sulla sanità, un’intesa con l’Umbria”. Da qui la Marini: “Serve una programmazione integrata anche per l'organizzazione sanitaria che riguardi non solo gli ospedali di Terni e Orvieto ma anche quello da costruire di Narni e Amelia. Evitando duplicazioni e facendo beneficiare al massimo i cittadini”. Applausi calorosi alla fine della serata, abbracci dal pubblico “democratico” alla Marini ma anche alla “compagna” Polverini. “Un clima - dice quest’ultima - che respiro sempre in conferenza delle Regioni dove ci sono governatori giovani, dell’una e dell’altra parte, che stanno lavorando bene e con coraggio alla risoluzione dei loro problemi”. La conclusione è del giornalista Raffaelli: “Grazie per la bella serata. Per il tono, il modo di approcciarsi ai problemi molto desueto rispetto alla rissa a cui ci abitua la politica”. I fischi di Torino sono lontani anni luce
Giuseppe Magroni